Prima di scrivere bisognerebbe verificare, ma non sempre è possibile, spesso ci si lascia travolgere dalle sensazioni, dalla rabbia, dagli articoli del Corriere della Sera.
Si può sbagliare, ma l’obbligo della rettifica è sacrosanto, dunque correggo quanto scritto in merito ai fatti del Pigneto di sabato 24 maggio 2008; nessun raid neonazista, la spedizione punitiva è stata guidata da un italiano di 48 anni, ormai soprannominato da tutti Ernesto per via di un vistoso tatuaggio del Che sull’avambraccio.
Ernesto, al secolo Dario Chianelli, ha deciso di farsi giustizia da solo in seguito al furto di un portafogli, distruggendo, dopo numerosi tentativi di mediazione, un negozio gestito da un extracomunitario. Ernesto non ha agito solo e ha voluto precisare che il suo non è stato un gesto razzista, ma una reazione dettata dall’insofferenza e dalla mancanza di rispetto.
Dunque il dovere dell’informazione è quello di fornire resoconti il più possibile aderenti alla verità sostanziale dei fatti, fatti che andrebbero verificati prima di essere raccontati, non sempre tutto ciò è possibile o di facile attuazione, l’importante è ammettere i propri errori, rendendosi credibili agli occhi dei lettori.
Pubblicato da Andrea Sferrella 











