
Obama sarà il primo afroamericano della storia candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Il giovane senatore nero ha ottenuto la maggioranza dei delegati, dunque otterrà la maggioranza dei voti alla convention del Partito Democratico. Gran giorno per Barack Obama che risulta essere il favorito nei sondaggi anche per la corsa alla Casa Bianca, ma quella è decisamente un’altra storia non foss’altro per il fatto che John McCain ce la metterà davvero tutta per strappare il primato ad Obama, sfruttando a pieno il suo simulacro di reduce del Vietnam.
L’età, la sicurezza, la concretezza di Obama hanno fatto il miracolo, sconfiggere la ricca e super organizzata macchina burocratica dei Clinton.
Hillary ha commesso non pochi errori, polverizzando il vantaggio iniziale in termini di consensi e l’abnorme differenza di risorse economiche e mediatiche.
La colpa capitale è stata quella di aver sempre sottovalutato le potenzialità di Obama, considerato, a detta di Bill, come nient’altro che un buon “candidato nero”, una sorta di leader minoritario. E invece il senatore nero è riuscito ad incarnare la speranza dell’intera comunità afroamericana che per la prima volta avrà la possibilità di consegnare il mandato di governo a un “candidato nero”, lo stesso nero che ha fatto rivivere il mito, mai dimenticato, di John Kennedy e di suo fratello Bob e ha ottenuto l’appoggio esplicito della famiglia Kennedy, gente che in America conta ancora molto.
I Clinton sembravano più una comitiva di impresari della democrazia, una famiglia distrutta dalle monellerie di Bill e rimessa insieme, per l’occasione, dal collagene della campagna elettorale.
Ma tutto ciò non è bastato, non è servito, nel momento in cui la popolarità della presidenza Bush tocca il minimo storico e gli americani iniziano a percepire lo spettro della recessione economica , Hillary non è stata considerata la persona adatta a dare agli Usa il nuovo slancio necessario per affrontare la crisi, in questo senso ha presumibilmente inciso il fatto che la Clinton abbia bruciato un budget milionario in pochi mesi senza riuscire ad incrementare i consensi, come dire prove tecniche di risanamento fallite.
Obama è l’uomo della speranza, l’uomo del futuro, l’uomo figlio di un keniota e di una donna bianca del Kansas capace di incarnare il mito del sogno americano, l’uomo del cambiamento, della possibile creazione di un nuovo ordine mondiale, Barack Obama è l’uomo dello «Yes, we can», quello vero.
Pubblicato da Andrea Sferrella 











