
Licio Gelli lo conoscono tutti, è stato “il venerabile maestro” della loggia massonica segreta P2, il suo nome è in qualche modo legato a quasi tutte le vicende della Prima Repubblica.
La notizia del giorno è che Gelli condurrà un programma televisivo in onda da lunedì su Odeon Tv, nel quale approfondirà i capitoli salienti della storia d’Italia. Nel comunicato si parla di “ricostruzione inedita” della storia dell’ultimo secolo che per uno con i suoi trascorsi potrebbe voler dire stravolgimento degli avvenimenti e forse qualcosa di più.
Ma andiamo con ordine; Licio Gelli è stato prima volontario nella spedizione fascista in supporto a Francisco Franco nonché sostenitore della Repubblica di Salò e poi, quando il destino dei nazi-fascisti era ormai segnato, cooperatore dei partigiani. A guerra finita diventò portaborse del deputato democristiano Diecidue. Siamo alla fine degli anni ‘40, si ipotizza che all’epoca Gelli fosse membro della Cia, quel che è certo è che fu sicuramente coinvolto in maniera importante nell’affare Gladio, una organizzazione clandestina gestita dalla Nato, e in parte finanziata dalla Cia, che aveva il compito di bloccare un’ eventuale avanzata sovietica nell’Europa occidentale e, per quel che riguarda l’Italia, frenare l’ascesa elettorale del Pci.
L’avvenimento più importante, che porterà Gelli alla ribalta mediatica, fu il ritrovamento, nel 1981, della famosa lista P2 contente l’elenco degli aderenti alla loggia massonica segreta, un elenco impressionante di politici, alte cariche militari, giornalisti e imprenditori (tra cui Silvio Berlusconi). Il fatto scatenò lo sdegno nel paese, dato che numerose cariche della Repubblica erano occupate da membri dell’organizzazione di cui Gelli era a capo. Il parlamento diede vita a una commissione d’inchiesta la quale sottolineò l’indiscutibile peso della P2 negli affari finanziari, economici e politici della nazione.
La loggia P2 aveva dunque chiari obiettivi di condizionamento e finanche di sovversione dell’assetto politico e istituzionale del paese. Il commento più appropriato fu quello dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini il quale, senza mezzi termini, disse: “Nessuno può negare che la P2 sia un’associazione a delinquere.
Dopo la perquisizione Gelli fuggì in Svizzera dove fu arrestato, riuscì però ad evadere dalla prigione e a rifugiarsi in Sudamerica. Si costituirà soltanto nel 1987. E’ stato condannato, tra le altre cose, a 12 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta (scandalo del Banco Ambrosiano, il nome di Gelli è legato sia a Michele Sindona – banchiere membro della P2 colluso con la mafia e poi ucciso in carcere- sia alla vicenda dell’omicidio Calvi), nonché per depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna del 1980.
Dunque il personaggio più adatto a raccontare la storia d’Italia degli ultimi sessant’anni e magari procedere ad un’ampia opera di revisionismo storico e perché no all’ennesima rivalutazione della P2 (opera a cui anche lo stesso Berlusconi si è già più volte dedicato).
I primi ospiti della trasmissione saranno Giulio Andreotti e Marcello Dell’Utri, il che può far solo aumentare la sensazione che la valutazione dei fatti non sarà per nulla obiettiva, se non altro per il fatto che Andreotti e Gelli sono due degli uomini più potenti della storia d’Italia e il senatore Dell’Utri è stato condannato a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Come ha scritto l’Unità: “sembra una barzelletta. Invece è una vergogna”.
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