Elezioni provinciali e comunali: ecco i risultati dei ballottaggi

22 Giugno 2009

 

Comunali: (rosso = centrosinistra, blu = centrodestra)

BOLOGNA   

DEL BONO 60,7%

CAZZOLA 39,3%

FIRENZE       

RENZI 60,0%

GALLI 40,0%

PADOVA       

ZANONATO 52,0%

MARIN 48,0% 

BARI               

EMILIANO 59,8%    

DI CAGNO 40,2%       

Provinciali:

MILANO        

PENATI 49,8%     

PODESTA’  50,2%

TORINO         

SAITTA 57,4%

PORCHIETTO 42,6%

VENEZIA      

ZOGGIA 48,1%    

ZACCARIOTTO 51,9%

PARMA           

BERNAZZOLI 60,8%   

LAVAGETTO 39,2%


Risultati elezioni comunali Pescara

10 Giugno 2009

 

logo_comune_pescara

Candidati

Voti

%

Partiti

Voti

%

Seggi

 

 Luigi Albore Mascia

 

 39.521

 

 54,5

 Pdl
Rialzati Abruzzo
Udc
Lista Civica Teodoro
Lista Civica Alleanza e Forza per Pescara
Mpa Movimento per le Autonomie
Lega Nord
Lista Civica Innovazione per Pescara Sfl
Lista Civica Eco
Liberalsocialisti

 

 

20.891
8.912
3.903
3.364
1.105
885
343
206
115
73

 

30,4
13,0
5,7
4,9
1,6
1,3
0,5
0,3
0,2
0,1

 

14
6
2
2
-
-
-
-
-
-

 

 Marco Alessandrini

 

 27.194

 

 37,5

 Pd
Idv
Comunisti It – Fed. dei Verdi – Sin.Dem.
Lista Civica Insieme per Pescara Citta’ Ponte
Lista Civica Patto Riformista

 

 

14.150
4.666
2.788
2.252
159

 

20,6
6,8
4,1
3,3
0,2

 

9
3
1
1
-

 

Maurizio Acerbo

 

 

2.427

 

3

 Rifondazione comunista

 

2.093

 

3

 

-

 

Ugo Zuccarini

 

 

2.059

 

2,8

 Lista Civica Pescara nuova

 

1.815

 

2,6

 

-

 

Stefano Murgo

 

1.032

 

1,4

 Lista Civica Beppegrillo.it

 

799

 

1,2

 

-

 

 

Giorgio D’Amico

 

 

275

 

0,4

 Lista Civica Giorgio D’Amico Sindaco

 

205

 

0,3

 

-


Europee: vincitori, vinti e la squadra italiana a Strasburgo. Tridente De Mita-Mastella-Iva Zanicchi

9 Giugno 2009

 

parleur

Alla fine, il tanto cercato plebiscito non è giunto, così come non è arrivata la maggioranza assoluta. In ogni caso il Pdl ha vinto le elezioni, nettamente. Perde qualcosa rispetto alle politiche del 2008, ma si conferma come primo partito italiano, riuscendo a mantenere il primato nonostante il mandato di governo in corso. Il risultato ridimensiona le aspettative del Premier, ma dal punto di vista politico il Cavaliere può dirsi ben più che sicuro. Non ci saranno conseguenze sull’azione di governo; discorso a parte per le dinamiche coalizionali. E sì, perché la Lega ha fatto ancora una volta il pieno dei voti, riuscendo ad incrementare di due punti percentuali i consensi rispetto alle politiche del 2008. Se il Pdl ha vinto ma non ha «sfondato», la Lega ha vinto, stravinto e convinto riuscendo ad imporsi non solo al nord – in Veneto il Carroccio prende il 28,4% dei voti, 0,9% in meno del Pdl  – ma arrivando a risultati inaspettati anche al centro, tant’è che Gian Antonio Stella ha scritto: «La Lega Nord supera i confini celtici». Evidentemente l’evoluzione del progetto rivoluzionario secessionista in programma politico federalista, ha trasformato quella che fino a pochi anni fa era una scelta praticabile esclusivamente dai nordisti puri, in un’alternativa valida anche per chi nordista puro non è (Umbria e Marche). Resta da spiegare l’1,06% conquistato in Lazio e l’1,3 ottenuto in Abruzzo dove il partito di Bossi ha superato la Destra di Storace. Scherzi del destino forse, perché è difficile comprendere come un elettore di una circoscrizione meridionale possa votare per un partito di nome Lega Nord.

Stramberie elettorali a parte, la Lega ha superato quota dieci per cento e si prepara a contare molto di più sia all’interno del Parlamento europeo che all’interno del governo. Non a caso, dopo una cena ad Arcore nella serata di ieri, il Cavaliere e il Senatur sono giunti ad un nuovo patto: Berlusconi rinuncia alla spinta referendaria e Bossi si impegna per i ballottaggi. Ma non finisce qui, perché il risultato della Lega è talmente eclatante – il Carroccio ha raddoppiato i voti delle europee 2004 – che Calderoli e Tosi si sono subito sbilanciati sulla questione della presidenza di Veneto e Lombardia. In particolare il Sindaco di Verona ha affermato che con il suo dieci per cento la Lega rappresenta quasi un terzo del bacino elettorale della coalizione, ragion per cui la presidenza di almeno due regioni su venti è cosa dovuta. Insomma il capitolo Berlusconi-Lega non si chiude qui e ci sono tutte le premesse per un aumento del già evidente potere decisionale del Carroccio all’interno dell’esecutivo.

L’altra formazione uscita vittoriosa dalla tornata elettorale europea è l’Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro prende l’8% dei voti, il doppio rispetto alle politiche del 2008 e il quadruplo rispetto alla precedente tornata europea. Premiata anche l’Udc di Casini con un punto percentuale in più rispetto al 5,6% ottenuto nel 2008 alla Camera dei Deputati. Con ogni probabilità i cinque seggi conquistati a Strasburgo sono il frutto della posizione neutrale mantenuta in campagna elettorale rispetto alle note vicende del «Casoria-gate».

Detto questo, passiamo alle note dolenti: cominciamo dal Pd. Pd certo, perché schivando le dichiarazioni di Franceschini che ha parlato di «conferma del progetto del Pd», si arriva direttamente al centro della questione: i numeri. Basta guardarli per capire che il fondo è stato toccato e si può solo ripartire: quattro milioni di voti persi rispetto alle politiche del 2008; l’obiettivo dichiarato era arrivare al 27%, la cosiddetta soglia di tenuta. Ebbene il Partito Democratico è andato sotto: 26,1% e se Franceschini vede il bicchiere mezzo pieno, Bersani lo vede mezzo vuoto, ergo al congresso di ottobre ci sarà battaglia.

Quanto alle sinistre antagoniste c’è poco da dire: entrambe le liste principali chiudono sotto lo sbarramento; Rifondazione comunista e Pdci insieme si attestano al 3,4%, il dato aggregato delle europee 2004 era 8,5%. Una debacle evidente e con ogni probabilità irreversibile, vista la proverbiale inclinazione allo smembramento della sinistra italiana che, di scissione in scissione è sempre più atomizzata e lontana dai tempi che furono.

E veniamo al tema preferenze: in molti si lamentano del fatto che il nostro Parlamento – per effetto della legge elettorale porcata voluta da Berlusconi – sia formato da rappresentanti nominati dalle segreterie di partito. Ebbene in queste elezioni europee c’era la possibilità di esprimere tre preferenze. Silvio Berlusconi ne ha prese 2 milioni e 700 mila, peccato che non siederà mai al Parlamento europeo. Stesso discorso per Bossi, La Russa, Di Pietro e compagnia: personaggi che non andavano votati per rivendicare il diritto a veder competere i contendenti reali alla carica elettiva.

Ad ogni modo la questione preferenze vede la presenza di parecchi temi di discussione: il primo è certamente l’elezione – alla veneranda età di 81 anni – dell’ex segretario democristiano Ciriaco De Mita, che con le sue 56 mila preferenze è risultato essere il candidato più votato dell’Udc nella circoscrizione meridionale. Circoscrizione meridionale che ha visto trionfare anche Clemente Mastella, passato al Pdl dopo le note vicende che portarono alla caduta del governo Prodi. Ottimi risultati anche per David Sassoli del Pd (400 mila preferenze nella sola circoscrizione centrale) e Luigi De Magistris dell’Idv che ha superato Mastella di oltre 24 mila voti. Come dire che la sfida continua. Volano a Strasburgo tra le fila del Pdl anche Barbara Matera (al centro delle polemiche in campagna elettorale) e Iva Zanicchi che con le sue 22 mila preferenze ha strappato l’ultimo posto disponibile nella circoscrizione nord occidentale.

Non ce l’ha fatta invece, Emanuele Filiberto di Savoia che nonostante i suoi 22 mila suffragi è stato sconfitto da Magdi Cristiano Allam, candidato dell’Udc nella circoscrizione nord-ovest. Il risultato più concreto e sorprendente però, è quello di Debora Serracchiani, capolista del Partito democratico nel nord-est; la giovane candidata ha ottenuto 144 mila preferenze: più di Berlusconi nel Friuli e più di Umberto Bossi in tutta la circoscrizione. Un dato importante, che deve far riflettere i vertici del Pd sulla svolta necessaria da intraprendere dopo il congresso.  

 

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Elezioni amministrative: risultati definitivi

8 Giugno 2009

 

- PROVINCIA DI MILANO

Centrosinistra: PENATI 38,8%

Centrodestra: PODESTA’ 48,8%

- PROVINCIA DI NAPOLI

Centrosinistra: NICOLAIS 34,4%  

Centrodestra: CESARO 59,3%

- PROVINCIA DI TORINO

Centrosinistra: SAITTA 44%

Centrodestra: PORCHIETTO 41,8%

- PROVINCIA DI FIRENZE

Centrosinistra: BARDUCCI 56%

Centrodestra: BALDINI 30,4%

- PROVINCIA DI BOLOGNA

Centrosinistra: DRAGHETTI 57,3%

Centrodestra: RAISI 33,1%

- PROVINCIA DI VENEZIA

Centrosinistra: ZOGGIA 40,5%

Centrodestra: ZACCARIOTTO 49,5%

- PROVINCIA DI PESCARA

Centrosinistra: ALLEGRINO 41,5%

Centrodestra: TESTA 53,2%


Europee: Pd e Pdl in calo, bene Lega, Idv e Udc. Ecco tutti i risultati delle elezioni

8 Giugno 2009

 

silvioURNE

Terminate le operazioni di scrutinio: il fatidico 40% preannunciato e previsto con sicumera da Berlusconi non è arrivato, il Pdl si ferma al 35,26% perdendo 2,2 punti percentuali rispetto alle elezioni politiche. Il Pd perde voti, ma riesce a rimanere non troppo lontano dalla soglia del 27%, definita alla vigilia come la soglia di sopravvivenza.

Bene l’Udc (6,51%) e l’Idv (8%), in particolare il partito di Di Pietro raddoppia i consensi ottenuti alle politiche del 2008. Ancora una volta straordinario il risultato della Lega Nord che supera il 10% aumentando di due punti l’esito già eccezionale delle elezioni politiche. Male, malissimo la sinistra radicale: Rifondazione comunista e Comunisti italiani, riuniti in un’unica lista, si fermano al 3,4% e non superano lo sbarramento del 4%; stessa sorte toccata alla lista Sinistra e libertà guidata da Nichi Vendola (3,10%). Sotto lo sbarramento anche: Lista Pannella-Bonino (2,43%), Lista Mpa – La destra – Pensionati – Alleanza di centro (2,21%), Fiamma tricolore (0,79%), Partito comunista dei lavoratori (0,54%), Forza nuova (0,47%) e Liberal democratici – MAIE (0,22%).

Affluenza alle urne in calo in tutta Europa; in Italia si sono recati alle urne il 65,03% degli aventi diritto, rispetto al 73,9% delle elezioni europee del 2004.  

Di seguito tutti i risultati delle liste e l’elenco degli eletti:

EUROPEE_RISULTATIEUROPEE_RISULTATI_2 

ALBERTINI GABRIELE MILANO, 06 Luglio 1950 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
ALLAM MAGDI CRISTIANO IL CAIRO (EGITTO), 22 Aprile 1952 UNIONE DI CENTRO 1
ANGELILLI ROBERTA ROMA, 01 Febbraio 1965 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 3
ANTONIOZZI ALFREDO COSENZA, 18 Marzo 1956 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 3
BALDASSARRE RAFFAELE LECCE, 23 Settembre 1956 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
BALZANI FRANCESCA GENOVA, 31 Ottobre 1966 PARTITO DEMOCRATICO 1
BERLATO SERGIO ANTONIO MARANO VICENTINO VI, 27 Luglio 1959 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 2
BERLINGUER LUIGI SASSARI, 25 Luglio 1932 PARTITO DEMOCRATICO 2
BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 2
BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 5
BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
BERLUSCONI SILVIO MILANO, 29 Settembre 1936 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 3
BONSIGNORE VITO BRONTE, 03 Luglio 1943 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
BORGHEZIO MARIO TORINO, 03 Dicembre 1947 LEGA NORD 1
BORSELLINO RITA DETTA RITA PALERMO, 02 Giugno 1945 PARTITO DEMOCRATICO 5
BOSSI UMBERTO CASSANO MAGNAGO VA, 19 Settembre 1941 LEGA NORD 2
BOSSI UMBERTO CASSANO MAGNAGO (VA), 19 Settembre 1941 LEGA NORD 3
BOSSI UMBERTO CASSANO MAGNAGO (VA), 19 Settembre 1941 LEGA NORD 1
CANCIAN ANTONIO MARENO DI PIAVE TV, 02 Luglio 1951 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 2
CARONNA SALVATORE SACKINGEN GERMANIA, 05 Marzo 1964 PARTITO DEMOCRATICO 2
CASINI CARLO FIRENZE, 04 Marzo 1935 UNIONE DI CENTRO 3
COFFERATI SERGIO GAETANO SESTO ED UNITI (CR), 30 Gennaio 1948 PARTITO DEMOCRATICO 1
COMI LARA GARBAGNATE MILANESE, 18 Febbraio 1983 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
COSTA SILVIA FIRENZE, 12 Giugno 1949 PARTITO DEMOCRATICO 3
COZZOLINO ANDREA NAPOLI, 03 Agosto 1962 PARTITO DEMOCRATICO 4
CROCETTA ROSARIO GELA (CL), 08 Febbraio 1951 PARTITO DEMOCRATICO 5
DE ANGELIS FRANCESCO RIPI (FR), 04 Ottobre 1959 PARTITO DEMOCRATICO 3
DE CASTRO PAOLO SAN PIETRO VERNOTICO (BR), 02 Febbraio 1958 PARTITO DEMOCRATICO 4
DE MAGISTRIS LUIGI NAPOLI, 20 Giugno 1967 DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 2
DE MAGISTRIS LUIGI NAPOLI, 20 Giugno 1967 DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 1
DE MAGISTRIS LUIGI NAPOLI, 20 Giugno 1967 DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 3
DE MAGISTRIS LUIGI NAPOLI, 20 Giugno 1967 DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 4
DE MITA LUIGI CIRIACO NUSCO (AV), 02 Febbraio 1928 UNIONE DI CENTRO 4
DI PIETRO ANTONIO MONTENERO DI BISACCIA (CB), 02 Ottobre 1950 DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 4
DI PIETRO ANTONIO MONTENERO DI BISACCIA (CB), 02 Ottobre 1950 DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 5
DI PIETRO ANTONIO MONTENERO DI BISACCIA (CB), 02 Ottobre 1950 DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 1
DOMENICI LEONARDO FIRENZE, 12 Luglio 1955 PARTITO DEMOCRATICO 3
DORFMANN HERBERT BRESSANONE BZ, 04 Marzo 1969 SVP 2
FIDANZA CARLO SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 21 Settembre 1976 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
FONTANA LORENZO VERONA, 10 Aprile 1980 LEGA NORD 2
GARDINI ELISABETTA PADOVA, 03 Giugno 1956 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 2
GUALTIERI ROBERTO ROMA, 19 Luglio 1966 PARTITO DEMOCRATICO 3
LA RUSSA IGNAZIO PATERNO’, 18 Luglio 1947 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
LA VIA GIOVANNI DETTO LAVIA CATANIA, 28 Giugno 1963 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 5
MASTELLA MARIO CLEMENTE CEPPALONI (BN), 05 Febbraio 1947 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
MATERA BARBARA FOGGIA, 09 Dicembre 1981 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
MAURO MARIO WALTER SAN GIOVANNI ROTONDO, 24 Luglio 1961 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
MAZZONI ERMINIA NAPOLI, 28 Aprile 1965 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
MILANA GUIDO ROMA, 02 Marzo 1954 PARTITO DEMOCRATICO 3
MOTTI TIZIANO REGGIO NELL’EMILIA, 07 Febbraio 1966 UNIONE DI CENTRO 2
PALLONE ALFREDO FROSINONE, 13 Settembre 1947 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 3
PANZERI PIERANTONIO DETTO ANTONIO RIVIERA D’ADDA (BG), 06 Giugno 1955 PARTITO DEMOCRATICO 1
PATRICIELLO ALDO VENAFRO (IS), 27 Settembre 1957 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
PIRILLO MARIO AMANTEA (CS), 11 Settembre 1945 PARTITO DEMOCRATICO 4
PITTELLA GIOVANNI SAVERIO FURIO LAURIA (PZ), 19 Novembre 1958 PARTITO DEMOCRATICO 4
PRODI VITTORIO REGGIO NELL’EMILIA, 19 Maggio 1937 PARTITO DEMOCRATICO 2
PROVERA FIORELLO VIGEVANO, 31 Marzo 1946 LEGA NORD 1
RIVELLINI CRESCENZIO DETTO ENZO NAPOLI, 09 Luglio 1955 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
ROMANO FRANCESCO SAVERIO DETTO SAVERIO PALERMO, 24 Dicembre 1964 UNIONE DI CENTRO 5
RONZULLI LICIA MILANO, 14 Settembre 1975 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 1
SALATTO POTITO BARI, 22 Gennaio 1942 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 3
SALVINI MATTEO MILANO, 09 Marzo 1973 LEGA NORD 1
SARTORI AMALIA DETTA LIA VALDASTICO VI, 02 Agosto 1947 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 2
SASSOLI DAVID MARIA FIRENZE, 30 Maggio 1956 PARTITO DEMOCRATICO 3
SCOTTA’ GIANCARLO VITTORIO VENETO TV, 11 Aprile 1953 LEGA NORD 2
SCURRIA MARCO ROMA, 18 Maggio 1967 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 3
SERRACCHIANI DEBORA ROMA, 10 Novembre 1970 PARTITO DEMOCRATICO 2
SILVESTRIS SERGIO PAOLO FRANCESCO MOLFETTA (BA), 22 Dicembre 1973 IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 4
SPERONI FRANCESCO ENRICO BUSTO ARSIZIO (VA), 04 Ottobre 1946 LEGA NORD 1
SUSTA GIANLUCA BIELLA, 10 Aprile 1956 PARTITO DEMOCRATICO 1
TOIA PATRIZIA FERMA FRANCESCA POGLIANO MILANESE (MI), 17 Marzo 1950 PARTITO DEMOCRATICO 1

[Fonte dati: Ministero dell'Interno] 

Per i risultati in tempo reale delle elezioni amministrative clicca QUI.


Elezioni 2009: affluenza in calo rispetto alla precedente tornata

7 Giugno 2009

 

Un anziano caduto dalle scale. Noemi Letizia che viola tutte le regole del seggio e viene sortata fuori dalla polizia municipale sotto le grida dei cittadini. Per il resto la solita giornata elettorale il cui primo dato ufficiale riguarda l’astensionismo: alle 19 – secondo il Viminale – hanno votato il 52,86% degli aventi diritto, 6 punti percentuali in meno rispetto al dato fatto registrare nella precedente tornata europea, quando l’affluenza era stata del 58,55%. La flessione è confermata anche con riferimento alle elezioni amministrative. I seggi resteranno aperti fino alle ore 22, poi inizieranno le operazioni di scrutinio. I primi exit-poll sono previsti per le ore 23.


Elezioni europee e amministrative: vademecum per il voto

6 Giugno 2009

 

antonio la trippa

 

URNE APERTE:

dalle 15 alle 22 di sabato 6 giugno

dalle 7 alle 22 di domenica 7 giugno

Si vota per le elezioni europee, provinciali e comunali.

 

Come si vota:

Elezioni europee 
L’elettore riceverà un’unica scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale: grigio per l’Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia); marrone per l’Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna); rosso per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio); arancione per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); rosa per l’Italia insulare (Sicilia, Sardegna). Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. I voti di preferenza, nel numero massimo di tre si esprimono scrivendo nelle apposite righe, tracciate a fianco il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti.

Elezioni provinciali
Per votare uno dei candidati al consiglio provinciale si traccia un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso è attribuito sia al candidato casigliere, sia al candidato presidente; per uno dei candidati alla carica di presidente della provincia, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per uno dei candidati al consiglio provinciale ad esso collegato, il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato al consiglio, sia al candidato presidente; per un candidato alla carica di presidente della provincia, tracciando un segno sul relativo rettangolo; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato presidente. Non si può praticare, invece, il «voto disgiunto», cioè il voto per un presidente della provincia di un gruppo o di un gruppo di liste e per un candidato al consiglio provinciale di un altro gruppo o gruppo di liste.

Comuni sopra i 15 mila abitanti
La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati a sindaco. L’elettore può votare: o per una delle liste tracciando un segno sul contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato; o per un candidato a sindaco, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato-sindaco; o per un candidato a sindaco e per una delle liste collegate tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata; o per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. «voto disgiunto»). L’elettore potrà altresì manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale.

Comuni sino a 15.000
L’elettore può esprimere il proprio voto tracciando un solo segno di voto sul nominativo di un candidato alla carica di sindaco; tracciando un solo segno di voto sul contrassegno di una delle liste di candidati alla carica di consigliere; tracciando un segno di voto sia sul contrassegno prescelto che sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata. In tutti i predetti casi, il voto andrà sia al candidato-sindaco sia alla lista collegata. L’elettore può esprimere solo un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale. In tal modo, il voto si intenderà attribuito, oltre che al singolo candidato anche alla lista cui il candidato medesimo appartiene.

Clicca qui per l’elenco dei candidati di tutte le liste (elezioni europee).

 

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