Elezioni Abruzzo: tutti i risultati (chi vince e chi perde per davvero)

16 Dicembre 2008

 

chiodi

Dunque Gianni Chiodi sarà il nuovo governatore della Regione Abruzzo, al candidato del Pdl sono andate poco meno del 50 per cento delle preferenze (48,81), contro il 43 di Carlo Costantini (Idv-Pd). Rodolfo De Laurentis (Udc) ha ottenuto il 5,38 per cento dei voti.

Il primo partito però, è quello degli astenuti, la percentuale dei votanti si attesta al 53 per cento, contro il 69 fatto registrare nel 2005, anno dell’elezione di Ottaviano Del Turco.  

Carlo Costantini prende il 3% in meno rispetto alla sua coalizione, Gianni Chiodi fa il contrario (2% in più). L’Italia dei Valori quintuplica i voti rispetto alle regionali del 2005, la formazione di Di Pietro si attesta al 15%, lo scarto dal Pd(19,61%) è risicatissimo.   

Male  i partiti della sinistra: Rifondazione si ferma sotto il 3%, i Comunisti Italiani non arrivano al 2.  

Nel Partito Democratico è ora che suoni la sveglia, che si legge o Veltroni si dimette- pardon! cambia strategia- ora, oppure Berlusconi governerà fino alla fine dei tempi.

Il Pdl vince le elezioni, ma deve riflettere sul fatto che un’affluenza così scarsa è indice di una sfiducia senza precedenti. Come dire, la vittoria è netta, ma non totale. Chiodi, nella prima conferenza stampa da neoeletto, ha prontamente dichiarato di rendersi conto, della gravità della situazione e del totale distacco tra politica e cittadinanza. Il nuovo governatore ha inoltre ribadito che quelli che verranno saranno tempi difficili e che una classe dirigente sana deve essere pronta a dare il buon esempio. In ragione di ciò  saranno varate, nei primi giorni di governo, alcune misure anti-casta che verranno decise durante la prima riunione di maggioranza. Chi vivrà vedrà!

Di seguito tutti i risultati:

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Rodolfo De Laurentis (UDC): VOTI 32004__ %  5,38___SEGGI(udc) 2
Ilaria Del Biondo (PC dei lavoratori): VOTI 4625___% 0,76___SEGGI -
Teodoro Bontempo (La Destra): VOTI 11514___% 1,90___SEGGI -
Angelo Di Prospero (Per il bene comune): VOTI 2791___% 0,46___SEGGI -

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Elezioni Regione Abruzzo, chi vince e chi PERDE…aspettando il risultato

15 Dicembre 2008

 

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CVD, affluenza in forte calo. Il dato (ore 22 di domenica 14) è abbastanza terrificante: ha votato il 34% degli aventi diritto. Nel 2005, quando fu eletto Ottaviano Del Turco, l’affluenza era stata del 68,58% (alla chiusura dei seggi).

A questo punto diventa sempre più facile immaginare il risultato; è molto (molto) plausibile, per non dire certa, l’ipotesi secondo cui a rimanere a casa siano stati soprattutto gli elettori del centrosinistra e della sinistra. 

I primi sicuramente poco contenti del ruolo, ormai egemone, dell’Idv nei confronti del Partito Democratico; i secondi sfiduciati rispetto a  formazioni politiche (Rifondazione/Verdi-SinistraDemocratica/Comunisti Italiani) che davvero sembrano aver perso qualsiasi connotazione identitaria.  C’è poi, per rimanere in zona sinistra, la questione dell’estensione del voto: votando per una lista di “sinistra”, il proprio voto viene automaticamente esteso al presidente collegato,ossia Carlo Costantini (Idv), ma Idv significa Di Pietro e Di Pietro significa destra (e non c’è storia che tenga, Di Pietro è di destra).

Dunque i motivi che stanno segnando questa clamorosa riduzione  dell’affluenza alle urne ( e non c’è davvero motivo di credere che alle 15 il dato sarà significativamente differente) sono molti, molti come i problemi che affliggono questa regione.

Rimangono da chiarire il risultato dell’Udc e l’incognita Bontempo (la Destra), per il resto i giochi sembrano fatti. La sensazione è che siano giochi al ribasso, ma di questo parleranno le urne in serata.

Per adesso l’unica certezza è che la sfiducia è padrona assoluta di queste elezioni regionali; la ridicola percentuale di votanti è l’indicatore incontestabile della totale mancanza di speranza nei confronti di una classe dirigente (nessuno escluso) inconcludente e disastrosa.

Il Pdl vincerà le elezioni,  seguiranno i festeggiamenti, i comunicati e le promesse di cambiamento, i tg nazionali e gli approfondimenti sulla carta stampata, i comizi e i cartelloni  di ringraziamento.

Sei mesi dopo il programma sarà storia, rimarranno soltanto le dichiarazioni di guerra agli alleati della coalizione (al Tg regione)  e saranno gli abruzzesi a dover fare i conti con il 66% di lavoro precario e con la disoccupazione (nella sola Pescara servirebbero 32000 occupati in più per rientrare in zona obiettivi di Lisbona). Dovranno fare i conti con un indice di invecchiamento da trionfo gerontocratico, con l’analfabetismo ( che esiste ancora e ci sono i dati, non è uno scherzo). Gli abruzzesi dovranno fare i conti con i debiti: Pescara è una delle città con il più alto tasso di indebitamento delle famiglie, che ha visto, negli ultimi anni l’aumento vertiginoso del ricorso al prestito e la crescita smisurata del numero di sportelli bancari.

Il riscatto passa attraverso la presa di coscienza della drammaticità della situazione e attraverso la creazione di una nuova e diversa classe dirigente, che di certo non uscirà fuori dall’esito di questa votazione (chiunque sia a spuntarla).

Gianni Chiodi vincerà le elezioni, ma gli elettori tutti le hanno già perse. L’Abruzzo ha già perso.

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Abruzzo: Elezioni regionali 2008, exit poll circoscrizione Colli (sez. 75)

14 Dicembre 2008

 

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Appena votato e la sensazione non è delle migliori, non lo è da qualsiasi punto la si voglia guardare. Il seggio era abbastanza affollato, ma non credo che l’affluenza alle urne sarà da record.

I motivi sono tanti, il ciclone giudiziario che si è abbattuto sulla regione Abruzzo è forse il principale ma sicuramente non l’unico. Il malgoverno è abitudine rodata in Abruzzo, la questione morale è soltanto uno dei tanti proclami che da troppo tempo riempiono le campagne elettorali senza mai trovare un qualsivoglia riscontro pratico.

Poi arriveremo alle conclusioni politiche; ci sarà tempo per l’analisi del voto, per le sue conseguenze a livello nazionale. A seggi chiusi ci sarà tempo per tutto questo ,ma la politica non è fatta solo di numeri e percentuali, la politica è saldatura tra filosofia e senso comune, il che significa che puoi passare tutto il tempo che vuoi a discutere di grandi temi e riforme, ma poi dovrai comunque fare i conti con quel popolo che “non sempre sa, ma sente”.

E il senso comune, almeno in questa piccola regione con la più grande discarica abusiva d’Europa, almeno per questa Pescara così malamente provinciale, almeno per questa circoscrizione Colli, sezione elettorale 75, si presentava abbastanza assopito, quasi rassegnato, forse schifato, sicuramente impaziente di mettere quella dannata croce e tornare a casa che stasera c’è Juventus – Milan.

Ora lasciando da parte il determinismo categorico, peraltro banale nel caso in questione, dato lo scontato esito della kermesse elettorale abruzzese, si può comunque sottolineare la presenza di una certa assonanza estetica tra gli elettori della sezione 75. Non intendo procedere ad una classificazione lombrosiana dell’elettore medio (per questo magari ci sarà spazio in seguito), ma le facce, le discussioni e le automobili fanno facilmente intuire che Gianni Chiodi e il Pdl tutto, vinceranno a mani basse le elezioni.

Le vinceranno non solo, come tutti credono, per le tangenti e la malasanità, questione vecchia come il mondo in Abruzzo(tra gli arrestati il 14 luglio figurava anche un certo Vito Domenici, ex-assessore della sanità nella giunta Pace di centrodestra, poi rimesso in libertà).

Le vinceranno non solo per la corsa sfrenata e gli acquisti anti-crisi del Cavaliere in Corso Umberto a Pescara,  non solo per quel principio dell’alternanza che è effettivamente baluardo della democrazia, ma che non può essere panacea di tutti i mali, soprattutto quando i mali sono il frutto della mediocrità della classe dirigente tutta, nessuno escluso. Le vinceranno non solo perché ancora una volta il centrosinistra si presenta diviso, senza uomini né idee nuove; non solo perché Rifondazione Comunista ha incentrato tutta la campagna elettorale sul caso tangenti-malasanità-malgoverno, ma poi ha finito per ripresentarsi dentro lo schieramento guidato da Costantini (Idv), che non è altro che la riproposizione di quella che è stata l’Unione che tanta fortuna ha portato al governo di Romano Prodi.

Gianni Chiodi vincerà per nessun motivo particolare, ma per tutti questi motivi messi insieme. 

Il governo si fonda sul consenso, di qualsiasi tipo esso sia.

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