Oggi per me è un giorno triste, perché uccidendo il mito di Maldini hanno ucciso l’ultima parte di bambino che c’era in me, hanno ucciso quel bambino milanista in una classe di juventini, quel bambino che a nove anni perse la finale della Coppa dei Campioni a cinque minuti dalla fine, che pianse e il giorno dopo andò a scuola con sciarpa e maglia, si prese i fischi dei compagni di quarta elementare e imparò il bruciore della sconfitta e la fierezza della dignità. Dopo ieri tutto questo va definitivamente in soffitta, perché antico e anacronistico per un mondo in cui conta solo il risultato e non ci sono più sogni, valori e non ci sono più bambini di quarta con lo stemmino cucito sul grembiule, e non c’è più il grembiule o forse c’è ancora perché l’hanno rimesso, ma non c’è più la fierezza nel portarlo. Non c’è più il tifo vero e non c’è più il mio idolo da bambino, c’è una razionalità spietata che ha invaso le curve degli stadi, da sempre altare delle emozioni più genuine. Ieri insieme al Campione Maldini è morto quel bambino di nove anni che guardava la mamma cucirgli lo stemmino dello scudetto con sopra una sola stellina, che pregava la notte di raggiungere presto i venti scudetti perché: «i compagni di classe della Juve di stelline ne hanno due».
Non dite: «sono i soliti idioti e… in fondo si tratta solo di calcio». No. Non si tratta solo di calcio, si tratta di un’orrenda manifestazione di vigliaccheria e nefandezza che va ben al di là della curva sud di San Siro e riguarda tutti noi. Riguarda l’Italia. Perché quando viene a mancare il rispetto per gli uomini non c’è limite al peggio. Quando si calpestano simboli e bandiere e gli uomini che li rappresentano, si apre un vuoto di valori difficile da colmare. Tanto più in una fase storica che richiederebbe principi e virtù che possono arrivare solo dall’aggregazione sociale, vale a dire dal momento in cui il popolo si fa popolo e si riconosce in valori comuni. E il calcio è sempre stato un fenomeno di aggregazione sociale e oggi, col tramonto dell’ultima bandiera non lo è più. E non lo è più perché l’ultima bandiera è stata tradita da chi ha contribuito a costruire il mito.
In Inghilterra, quando un giocatore, uno qualunque, che ha vestito la maglia per tanti anni lascia il calcio perché le ginocchia non ti reggono più e il fiato neanche, perché puoi giocare una partita sì e tre no, perché per tenere il passo degli altri devi allenarti il doppio e faticare il doppio o semplicemente perché quando hai esordito tu sulla maglietta non c’era neanche lo sponsor e, a quei tempi, il campioncino che oggi tenta di farti il tunnel non era neanche nato. In Inghilterra, dove il calcio è il gioco della worker-class, si alzano le sciarpe e si canta tutti insieme per tributare il giusto ringraziamento al giocatore qualunque. Se cercate sul dizionario dei contrari, accanto a qualunque, c’è scritto Paolo Maldini; l’emblema della bandiera, il simbolo di quel calcio che non c’è più proprio perché non ci sono più quelli come lui. Quelli che rifiutano i miliardi per la maglia, quelli rispettati da tutti, quelli silenziosi, quelli che dopo anni di vittorie e coppe alzate e riconoscimenti, non abbandonano la squadra nel momento difficile, decidono di operarsi a entrambe le ginocchia per giocare solo un altro anno, il venticinquesimo consecutivo sempre con la stessa maglia e a 41 anni sono ancora, costantemente, i migliori in campo.
Tra qualche anno il Milan tornerà a vincere e a convincere, i fischi di ieri si trasformeranno in urla di gioia e tutti saranno fierissimi di apprezzare il campioncino forte con i piedi e con la lingua, che bacia la maglia e a fine stagione vola via a inseguire fama, miliardi e puttane. E Capitan Maldini, il terzino più forte del mondo, non sarà più lì a sfiorare la palla sulla fascia sinistra, ad anticipare gli avversari, rubare palla e spingersi in avanti, non sarà più lì a ricevere gli applausi di tutti gli stadi del mondo, ad ascoltare i cori, non sarà più lì ad indossare quella fascia da capitano intrisa di lacrime e sudore, non sarà più lì a vestire quella maglia numero tre su cui ieri avete sputato perdendo in un sol colpo la dignità di tifosi e di uomini.














25 Maggio 2009 alle 11:56 am |
Ho letto di questa cosa schifosa stamattina sul giornale prima di lavorare…mi vergogno per tutti i tifosi milanisti…prima di parlare di un uomo come Maldini vi dovete sciacquare la bocca…uno che non ha mai chiesto le luci della ribalta, non è mai andato via dal Milan x soldi, uno che ha rinunciato alla nazionale x giocare ancora 2 anni nel Milan, uno che si è fatto operare a entambe le ginocchia x fare un altro anno in quella squadra che tanto amava…avete deluso infinitamente un uomo che in campo non ha mai deluso voi…ricordo ancora S.Siro in piedi all’addio di Roberto Baggio, in Milan Brescia, e Paolo che corre x mezzo campo x andare ad abbracciare un amico…il vs capitano meritava molto di più…meritava dei tifosi veri, non dei mercenari al servizio delle vittorie ottenute…siete dei taditori…vergognatevi…e se avete ancora un briciolo di dignità, domenica a firenze fate sentire tutto l’affetto ad una persona che lo merita non solo quando alza la champions, ma sempre, x il suo atteggiamento, x la sua dignità, serietà e professionalità…ho visto la partita del Newcastle domenica…è retrocesso in B dopo 25 anni, con una società che non ha tirato fuori un euro e una squadra pietosa(fino a 2 anni fa annoveravano gente del calibro di shearer, bellamy, solano, dyer, mcmanaman, given)…beh…nessun tifoso, dico nessuno, ha lasciato lo stadio prima della fine e tutti sono rimasti lì ad applaudire la squadra…THIS IS FOOTBALL!
25 Maggio 2009 alle 9:39 pm |
Che dire!! Alla notizia non ci volevo credere, sono andato su internet per informarmi meglio e quello che ho visto mi ha dato un disgusto che sa di resa…è anche giusto dire che non tutti fanno parte della curva sud del meazza, ed è giusto dire che gli inglesi si, hanno un’altra cultura sportiva, ma fino a 10 anni fa buttavano bottiglie di birra e petardi nel campo durante la partita. Detto questo è molto facile dedurre che il tifoso medio sia così…purtroppo però non posso smentirla questa cosa ed in più aggiungo che il problema sta a monte. Al ragazzino che inizia a giocare a calcio non viene spiegata la filosofia di gioco, non viene spronato a migliorare le sue qualità, gli viene insegnato ad annullare il suo avversario fisicamente e mentalmente. Da qui si diramano tutte le situazioni di non fair-play e di maleducazione palese. L’ULTRA’ tipico è un ex giocatore che ha dovuto abbandonare il calcio per svariati motivi (il più delle volte perchè troppo scarso), con un lavoro precario che non ha voglia di fare un cazzo, e che non aspetta altro che la domenica per sfogare le sue frustrazioni.
La frustrazione del momento era quella di non essere Paolo Maldini, Il capitano, che tenne a galla la difesa del milan anche quando galliani ci mise laursen e costacurta insieme, sacrilegio!!
1 Giugno 2009 alle 9:08 pm |
Andrè, penso che già hai capito chi sono… Ti ho promesso oggi che ti avrei lasciato un insulto ma non ancora mi addentro nella sezione politica per cui non ancora è il momento :D Per quanto riguarda la vergogna dell’articolo di cui sopra… bhè che dire, dire che è come sputare nel piatto dove si è mangiato per 25 anni è anche poco… poi ti dirò non sono d’accordo neanche col tuo titolo per il semplice fatto che me lo riduci a “terzino” no, Paolo Maldini è stato molto di più, potevi scrivere “CALCIATORE” a caratteri cubitali. Poi mi viene da pensare e se quella gente avesse vissuto i vari Ronaldo, Vieri, Crespo, ecc. cosa sarebbe successo? Ma d’altro canto il sig. Galliani gira con la scorta da vari anni per colpa di minacce ricevute da quei porci. Paolo Maldini IL CAPITANO si può consolare sapendo che ha la stima incondizionata di gente che ama il calcio a prescindere dai colori di una maglia, pensiamo a Pep Guardiola che non appena abbattuta la corazzata dello United ha dichiarato: “Questa Champions la voglio dedicare a Maldini…”. Prendiamo esempio da chi merita di essere chiamato campione. Mi viene da pensare a Balotelli, cioè sono due anni che gioca a pallone, l’anno scorso dopo due gol in coppa con la juve è andato da Moratti a chiedergli 3 milioni, quest’anno ha dichiarato già che vuole cambiare aria prima o poi… Ma chi è Balotelli? Onore a te grande Capitano.
3 Giugno 2009 alle 2:10 pm |
migliaia di “accessi” sul tuo fantastico sito in un mese, e solo 5 commenti (IN UN MESE!) La cosa ha veramente del miracoloso. O no?
3 Giugno 2009 alle 3:10 pm |
Semplicemente, la maggior parte degli accessi sono per il post sulle candidature europee. Ciao BACCALà!
3 Giugno 2009 alle 2:41 pm |
Non comprendo questo astio mio giovane guardone!! Sei forse geloso di questo inaspettato successo del blog? Se almeno parlassi chiaro, no dico….ma che vuoi? Cosa cerchi? chi ti manda? di chi sei figlio?
No ma lo sai perchè? perchè io ci scommetto mezzo stipendio che sei lo stesso dell’altra volta…se tu dicessi cos’è che non ti va giù se ne potrebbe parlare, si potrebbe cambiare cosa non ti piace del blog..Parla, dicci le tue ragioni!!
3 Giugno 2009 alle 3:49 pm |
@ Guardone “e solo 5 commenti (IN UN MESE!)”
ma poi perchè in un mese? se il post è del 26 maggio?