Alla fine, dopo le sfibranti polemiche di questi giorni – cominciate con le indiscrezioni sulle candidature femminili, proseguite con le dichiarazioni di Veronica Lario che proprio ieri ha annunciato il divorzio da Berlusconi – il Cavaliere ha presentato le liste. Dal lotto di nomi di aspiranti candidate provenienti dal mondo dello spettacolo alla fine ne è emerso uno solo: quello di Barbara Matera, ex valletta e attrice in alcune serie tv. Che si aggiunge all’ormai abituale presenza di Iva Zanicchi.
Berlusconi si è già portato in netto vantaggio nella campagna elettorale; la questione veline ha avuto un risalto mediatico su tutti i giornali europei e si sa, più se ne parla, più il Cavaliere ha modo di smentire e riproporre il suo personale cavallo di battaglia dell’informazione marxista-leninista che tenta in tutti modi di distruggere la sua persona. Chi non capisce questo non ha capito nulla. Miguel Mora ha colto nel segno: alla fine vince lui, anche se resta da capire quanto peseranno le esternazioni di Veronica Lario sulle frequentazioni under 18 di Berlusconi.
Se la cooptazione e lo sfruttamento del corpo femminile sono una pratica diffusa nella logica di governo berlusconiana, certo le altre formazioni politiche non sono da meno, negli anni tutti hanno utilizzato candidature di facciata in grado di raccogliere consensi, nessuno escluso. Neanche il centro-sinistra con i vari Panatta e Rivera. Neanche Rifondazione che oggi grida allo scandalo. Inoltre anche in questa campagna elettorale sia il Pd (David Sassoli) che l’Udc (Emanuele Filiberto di Savoia) che l’Idv (Di Pietro capolista in tutte le circoscrizioni) utilizzeranno candidature di facciata per massimizzare il consenso. Allora mettiamoci l’anima in pace e andiamo avanti. Chi sostiene la tesi della mancanza di background politico sbaglia di grosso perché l’aver attaccato manifesti non è garanzia di capacità politica, tanto quanto aver fatto la velina non è garanzia sufficiente di inettitudine. Le persone vanno valutate nel merito e il merito in questo paese manca tra le donne e tra gli uomini, tra le veline e tra gli studenti universitari, tra il personale politico cooptato di recente estrazione e quello di decennale esperienza.
A proposito di esperienza decennale: leggiamo di un certo Clemente Mastella candidato dal Popolo della libertà nella circoscrizione meridionale; ma c’è anche, a proposito di trombati ricandidati nel Pdl, un certo Nino Strano, che per chi non lo ricordasse è quel simpatico signore che mangiava mortadella e agitava spumante tra gli scranni del Senato nel giorno della caduta del governo Prodi. Come dire, chi non muore si rivede! E qui si torna al discorso di prima: siamo proprio sicuri che avere esperienza politica sia così tanto meglio che non averne? No, non siamo sicuri, certo è che se si potesse riportare nei ranghi della democraticità l’organizzazione interna di soggetti giuridici assolutamente sui generis quali sono i partiti, sarebbe meglio per tutti. Vale a dire che nei partiti si dovrebbe esprimere quel diritto sancito dall’articolo 49 della Costituzione secondo cui tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Se siamo nell’era del declino degli iscritti probabilmente la mancanza di democraticità nei meccanismi di selezione interna ai partiti – ma più in generale alla società – centrerà qualcosa.
Ebbene queste candidature europee sono in perfetta continuità con la tradizione politica nazionale; più o meno i partiti hanno utilizzato tutte le armi a loro disposizione tranne l’unica lecita: presentare candidati in grado di raccogliere voti grazie alle proprie capacità. Berlusconi è capolista in tutte le circoscrizioni, Di Pietro in quattro su cinque, La Russa è il secondo nel nord-ovest, Bossi è il primo della Lega nella circoscrizione nord-occidentale; tutta gente che ovviamente al Parlamento europeo non andrà mai. Almeno su questo il Pd è riuscito a distinguersi. Tra l’altro le candidature dei big per sfruttare l’effetto traino portano a una smentita clamorosa di chi continua a rivendicare l’istituzione della preferenza come panacea di tutti i mali. Primo: con circoscrizioni così grandi le preferenze incidono poco, chi è in lista viene eletto. Secondo: i leader di partito si caricheranno di preferenze che potranno poi ridistribuire al resto della lista.
E così, ancora una volta, abbiamo snobbato le elezioni e il Parlamento europeo considerandolo come un luogo di passaggio dove farsi le ossa in attesa di tempi migliori. Male, anzi malissimo perché molte cose si decidono a Bruxelles dove si dovrebbe andare per portare le istanze nazionali ai tavoli che contano. Noi italiani abbiamo il più alto tasso di assenteismo dalle sedute parlamentari europee, sarà anche per questo che ai tavoli che contano non ci invitano quasi mai. Ma sicuramente con Emanuele Filiberto le cose cambieranno. Viva Dio, viva l’Italia.
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4 Maggio 2009 alle 1:57 pm |
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6 Maggio 2009 alle 12:13 pm |
Per chi guardasse ad un futuro socialista e riformista segnalo: http://www.battilocchio.com/
Ci farebbe piacere ascoltare qualche considerazione.
16 Maggio 2009 alle 2:15 pm |
francamente io questa volta non volevo andare a votare, poi mi sono incuriosito sulla lista pd circoscrizione nord-est; ho guardato solo i percorsi di vita, l’esposizione mediatica ed i supporti dei candidati. Scartando gli eccessi, mi è rimasta un’unica candidata Saba Aluisio, semplicemente una donna che lavora, semplicemente una vita da mediano, semplicemente una signora con una sola foto nel suo profilo, semplicemente minimalista. Stile e buon gusto.
20 Maggio 2009 alle 9:49 am |
Visto che si parla di giovani e di donne. Propongo Sara Occhipinti candidata indipendente dell’UDC nel centro proposta da Magdi Cristiano Allam, anche lui indipendente nel Nord Ovest.
26 Maggio 2009 alle 2:44 pm |
Non poteva che finire così!!!Emanuele Filiberto ha trovato il “LAVORO” che fa per lui; continuare a mangiare e bere ed andare a spasso alle spalle di noi tutti per la colpa di quei cretini di italiani che lo voteranno.
28 Maggio 2009 alle 12:21 am |
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6 Giugno 2009 alle 6:11 pm |
Lucido e disincantato, buono sguardo critico. Complimenti! Buona la parte sugli svantaggi delle preferenze!