
Pescara – Non fosse bastata la dura sconfitta elettorale, una nuova tegola si è abbattuta sul Partito democratico. Un tornado sul capoluogo adriatico. Da ieri notte è agli arresti domiciliari il sindaco di Pescara e coordinatore regionale del Pd Luciano D’Alfonso. Gravi, gravissime le accuse: corruzione, concussione, truffa aggravata. Agli arresti domiciliari sono finiti anche Guido Dezio (braccio destro di D’Alfonso) e l’imprenditore Massimo De Cesaris. Tra gli indagati figura anche il patron di Air One Carlo Toto, uno dei pilastri di CAI, la cordata imprenditoriale che ha rilevato Alitalia.
Una situazione ai limiti del farsesco per l’Abruzzo, pochi mesi dopo l’arresto del presidente della regione Ottaviano Del Turco e a poche ore dall’elezione del nuovo governatore, viene arrestato il sindaco di Pescara nell’ambito di un’inchiesta sui lavori pubblici che ha portato alla luce un giro di tangenti di 200mila euro.
Due gli appalti contestati dal procuratore capo Nicola Trifuoggi: gestione dei due cimiteri cittadini (18 milioni di euro) affidata alla Fidia di De Cesaris; e riqualificazione dell’area di risulta (60 milioni), appalto assegnato alla Toto Costruzioni, ma poi revocato per la ferrea opposizione di Rifondazione comunista in consiglio comunale.
Secondo l’accusa nell’ambito di quell’appalto, e per tre anni consecutivi (dal 2004 al 2007), Carlo Toto avrebbe fornito a Luciano D’Alfonso auto e autista, viaggi in aereo, finanziamenti per cene elettorali e soprattutto denaro, nell’ordine dei 200mila euro, ad alcuni enti (Pro Loco di Lettomanoppello) collegati al sindaco di Pescara. Ma non finisce qui, nell’ufficio di Guido Dezio a palazzo di città sarebbe stato rinvenuto un elenco di nomi di imprenditori associati a piccole somme di denaro, gli inquirenti affermano che anche in questo caso si tratterebbe di tangenti.
Tutto questo era nell’aria da mesi ormai, D’Alfonso stesso aveva da tempo preparato le dimissioni da sindaco e da segretario regionale del PD e le avrebbe presentate oggi stesso, per non turbare una campagna elettorale indetta proprio in seguito all’arresto del Presidente della Regione.
Luciano D’Alfonso era al secondo mandato come sindaco della città di Pescara, sarebbe stato lui, molto presumibilmente,il futuro candidato alla guida della Regione Abruzzo dopo la fine del mandato di Del Turco.
Sarebbe stato appunto, se sull’Abruzzo non si fosse abbattuto un tornado di dimensioni storiche che ora rischia di inghiottire tutta la dirigenza di un Partito Democratico sempre più schiacciato dalla questione morale.













17 Dicembre 2008 alle 10:25 am |
Vorrei soffermarmi su una questione…Trifuoggi ha detto a Dezio:”Lei è stato imprudente”….ma dico io….come cazzo si fa a compilare un diario con nomi e cognomi di persone che hanno dato o ricevuto tangenti, ed accanto la cifra data/ricevuta??? Bisogna essere coglioni, ma forte…i PM nn credevano ai loro occhi…potessero trovare prove così x ogni reato commesso in Italia…ringraziamo Dezio x la trasparenza e la precisione delle sue annotazioni…Un’altra cosa…Perchè Truffolo nn ci espone la posizione di Toto nella vicenda, magari in relazione al fatto che Toto stesso era uno dei pilastri della CAI, società nata x ’salvare’ Alitalia? Davvero una gran cordata: la Marcegaglia sappiamo da che stirpe discende, Toto è un malvivente, Tronchetti Provera nn ha bisogno di presentazioni(uno degli uomini più indebitati al MONDO)…ieri riguardavo il video del malore che ha colto Berlusconi al congresso dei circoli delle libertà…cazzo oh…Gesù l’aveva quasi preso con sè, ma poi ci ha ripensato…nn lo vuole manco lui!!!Avrete notato che nn spendo parole x Luziano da Zanni, xkè mi vengono solo offese, parolacce e bestemmie…
17 Dicembre 2008 alle 11:17 am |
Io invece voglio solo commentare con poche parole l’aspetto procedura della vicenda che non mi è piaciuto e non ha rispettato le regole.L’ex sindaco di pescara doveva essere portato in carcere!Non gli arresti domiciliari ma come misura cautelaria era ed è necessaria la carcerazione.E anche qui gli hanno fatto l’ennesimo “favore”visto anche che gli hanno dato troppo tempo e lui come ben hanno dimostrato i fatti era a conoscenza della richiesta di misura cautelare.”La custodia cautelare in carcere può essere disposta solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni.”
La corruzione prevede da 2 a 5 anni.
Il peculato da 3 a 10 anni.
E in questo caso siamo in presenza di un concorso di reati.
E lui viene solo “colpito” dagli arresti domiciliari?!
17 Dicembre 2008 alle 11:39 am |
Infatti, tutta la vicenda è molto strana, le voci giravano da tempo, lo sapevamo tutti. La procura ha pensato bene di non turbare ulteriormente un ambiente già distrutto, soprattutto in vista delle elezioni.
Probabilmente sulla natura del provvedimento cautealare ha influito anche la polemica in merito al cosiddetto fenomeno del “tintinnio di manette” scatenatasi in seguito all’arresto di Del Turco.
17 Dicembre 2008 alle 3:49 pm |
ciao, andrea
ho scritto qualcosa, che spero vi possa interessare
http://manjulha.wordpress.com/2008/12/17/litalia-e-stanca/
con affetto…
17 Dicembre 2008 alle 8:32 pm |
Certo che lo sapevano tutti, lui in primis…nn solo le dimissioni dai due incarichi erano pronte da una settimana…ma lo erano xkè D’Alfonso dal 9 Dicembre si è recato due volte in procura a rendere deposizioni spontanee…evidentemente gli hanno riferito che l’arresto ormai era inevitabile, quindi ha preparato le dimissioni…….P.S.Mio padre mi ha detto che quelli che abitano a Salita Zanni martedì notte nn hanno chiuso occhio, era un carosello continuo di auto che passavano strombazzando…ahahahah siamo sempre i migliori, anche nella tragedia…Pescara caput mundi
24 Dicembre 2008 alle 2:28 pm |
[...] Revocata la misura cautelare all’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso; per il gip Luca De Ninis non c’è stata alcuna corruzione, ma soltanto finanziamento [...]
5 Gennaio 2009 alle 2:22 pm |
[...] D’Alfonso era stato arrestato il 15 dicembre scorso, le accuse del Pm Gennaro Varone riguardavano il pagamento di presunte tangenti per alcuni appalti cittadini. [...]
16 Febbraio 2009 alle 7:11 pm |
[...] Il monumento – costato un milione di euro e fortemente voluto dal sindaco D’Alfonso – era stato inaugurato appena due mesi fa. La cerimonia, nella sera del 14 dicembre, coincise con l’ultima apparizione pubblica di Luciano D’Alfonso, che fu arrestato il giorno successivo. [...]