Pubblico un articolo di Antonio Padellaro tratto da l’Unità
Se piazza Navona applaude Giorgio Napolitano e Beppe Grillo lo insulta, noi stiamo con la piazza e stiamo con il presidente della Repubblica. Noi stiamo con Furio Colombo che ha dato una scossa a quella folla azzittita da troppe imbarazzanti volgarità ricordando quello che tutti volevamo sentire. Che si era lì in tanti non per attaccare Veltroni o per deridere l’opposizione del Pd ma per protestare contro il governo dell’impunità e delle impronte digitali ai bambini rom. Siamo con Moni Ovadia che ha detto: «noi stiamo qui per esserci», condensando in cinque parole un sentimento comune di non rassegnazione. Stiamo con Rita Borsellino, donna di ferro. Stiamo con Andrea Camilleri e con le sue civilissime poesie incivili. È un vero peccato che Antonio Di Pietro non abbia capito che quella piazza chiedeva concordia e che l’aveva avuta nelle parole (anche sue) e nei toni e negli accenti, fino a quando una voce dall’aldilà non ha fatto piazza pulita di sentimenti e speranze sentenziando con un vaffanculo che era tutto inutile e che l’Italia era perduta per sempre. Se inviti Grillo avrai Grillo. Che non è il diavolo ma che persegue una sua personale profezia di sfascio e dissoluzione dalle cui rovine, figuriamoci, nascerà il nuovo e il giusto. Cosa aveva a che fare questa apocalisse condita di oltraggi al Papa con una manifestazione di protesta contro il governo, resta un mistero. Forse neanche Berlusconi aveva sperato in tanto: un girotondo che servisse alla causa del peggiore, la sua. L’opposizione non è un pranzo di gala e forse ci voleva una piazza Navona per restituire la parola a una base lasciata troppo sola dopo la batosta elettorale. Ma l’opposizione non si costruisce né con le scorciatoie e né mettendo insieme tutto e il contrario di tutto, magari per togliere qualche voto al vicino di banco. L’opposizione è soprattutto una scommessa sul futuro. Speriamo, ieri, di non averla perduta.












11 Luglio 2008 alle 12:17 pm |
Potresti illustrarmi gentilmente gli insulti verso Napolitano che ha fatto Grillo?
Io ascolto e riascolto il suo intervento e di insulti non ne sento proprio.
Al massimo avanza giustificate critiche. Ma cos’è? Nella nostra bella democrazia il capo dello stato non è criticabile? ;)
L’unità è schierata contro Grillo come tutti gli altri giornali che ricevono milioni di finanziamenti pubblici… chissà perché…. think again
11 Luglio 2008 alle 2:43 pm |
Se non esistessero i finanziamenti pubblici l’Unità, il Manifesto ecc. chiuderebbero domani mattina, Il Giornale e il Foglio NO, quindi direi che va bene così.
Per il resto dovresti parlare con Padellaro. Grillo mi sembra una casalinga isterica, gli ha preso di mano la situazione, la Guzzanti lasciamo perdere…una vera cretina, ma la colpa non è loro, non è il loro mestiere la politica quindi è normale che cadano nei TRANELLI. Comunque basta co sto Grillo che non se ne può veramente più.
12 Luglio 2008 alle 5:21 pm |
Si ma una cosa è affrontare il problema finanziamenti ai giornali e dire che l’unità ecc chiudono mentre altri no, e un’altra cosa è MENTIRE SPUDORATAMENTE dicendo che Grillo ha insultato Napolitano. Ci vuole Coerenza.
13 Luglio 2008 alle 10:41 am |
Sì, ma ti ripeto che questo dovresti dirlo a Padellaro. Grillo non ha insultato nessuno, spara solo un po’ troppe cazzate, ormai sempre le stesse. Ho pubblicato quell’articolo solo perchè in generale rappresentava il mio pensiero sulla manifestazione. Questo non significa che io sia d’accordo con tutto quello che c’è scritto nel pezzo di Padellaro. LA COERENZA non esiste, Grillo ne è la dimostrazone vivente. Comunque non vorrei essere frainteso, a me piace Grillo, solo credo che ultimamente gli sia un po’ scappata di mano la situazione, lo preferivo quando si faceva l’aerosol col tubo di scarico della macchina a idrogeno! Ciao, a presto.