Confronto, convergenza e società aperta

 

La democrazia è riconoscimento della diversità, è possibilità di esprimere le proprie opinioni e i propri convincimenti. La democrazia è convivenza, curiosità, possibilità di garantire ad ognuno eguali diritti e doveri. La stampa è al servizio della democrazia, deve poter agire libera da qualsiasi ingerenza del potere politico, la stampa ha il dovere e il diritto di informare i cittadini ed è responsabile nei confronti degli stessi.

La capacità di un popolo di far valere i propri diritti, di riaffermare ogni giorno i principi della democrazia, che pur nella sua imperfezione rimane comunque l’unico metodo di governo in grado di garantire la libertà dell’individuo nei confronti della pubblica autorità, passa anche attraverso la tutela dell’indipendenza dell’informazione.

La convivenza tra persone diverse è possibile, sono possibili le convergenze. E’ possibile trovare un punto d’incontro tra persone apparentemente distanti, unite dalla stessa voglia di curiosità, di scoperta e conoscenza. L’evoluzione di un popolo passa attraverso la capacità di imparare dai propri errori, attraverso la consapevolezza che neppure il più illuminato tra gli uomini è depositario dell’intero sapere.

 

 

Dobbiamo tutti quanti avere maggiore consapevolezza delle nostre facoltà, non per inorgoglirsi stupidamente, ma per avere piu’ rispetto per se stessi e, di conseguenza, di chi ci sta intorno. Il riferimento è alle otto facoltà che sono alla base del pensiero e dei “colloqui” di tutta la vita umana. Facoltà che impegniamo, vivendo e compiendo tutti quegli atti propri del nostro essere, che diamo per scontati, ma che sono la base per dare valore a sè e agli altri: gli stessi meccanismi che lavorano in noi, complessi e meravigliosi, agiscono in tutti con disinvoltura, ma seguendo un preciso percorso in cui s’intrecciano fisicità e psiche. Ma quali sono questi magnifici otto? Intelligenza, ragione, immaginazione (fantasia), sentimento, coscienza psicologica o consapevolezza, coscienza morale, volontà e libertà. Facoltà che operano in modo simultaneo, sinergicamente e in coordinazione: una non ignora l’altra e l’una si accorda con l’altra. Noi quindi non solo abbiamo queste capacità che ci danno la possibilità di affrontare qualunque problema, ma abbiamo la consapevolezza di pensare il nostro pensiero. Prendiamo un orologio. È una realtà programmata in modo passivo, è fedele ma non ha pero’ iniziativa. La persona umana è sì realtà programmata, ma che è in grado di programmarsi ancora, con la possibilità di prendere iniziative: in una parola la nostra azione libera, il libero arbitrio con le sue responsabilità. Troppi vorrebbero ridurci a mere appendici di un sistema, Moloch sanguinario, che consuma se stesso, e sacrifica all’altare di un determinismo cieco, idee, energie, programmi, intuizioni che potrebbero aiutare l’umanità intera. La consapevolezza di possedere le otto facoltà permette di evitare la omologazione e l’adeguamento ad una realtà dominante, ad un pensiero che si spegne in se stesso e non fa crescere. In questa tenzone il ruolo dei media è strategico: da grande fratello (quello serio, di Orwell) a strumento di conoscenza e veicolo di idee. Il fine unico è il tuo parlare, pensare, decidere. Stimare la nostra vita umana per stimare quella degli altri. Avendo consapevolezza dei nostri errori, spesso inevitabili, ma con piena comprensione che se i “passaggi” mentali sono quelli descritti e sono validi per tutti, le differenze culturali, ambientali, etniche, potranno essere un ulteriore tassello prezioso del mosaico di un mondo frastagliato, lacerato, incattivito, ma pur sempre bellissimo. Ogni tanto, fermarsi e pensare, fa bene.

 

Ezio Ercole


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