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La Cassazione ha deciso che appartarsi in auto e fare l’amore – o forse anche sbaciucchiarsi, palpeggiarsi, toccarsi, pomiciare – è un reato abbastanza grave e può essere punito con un certo numero di anni di carcere (fino a tre). Perché? Qual’è il reato? E’ il famoso reato – che tutti noi pensavamo scomparso dai codici, o almeno cancellato dal buonsenso – di «offesa al pudore». La sentenza emessa ieri si riferisce alla storia di due poveri giovanetti di Arezzo che furono sorpresi alla tre di notte, in un parcheggio, nella loro automobile, mentre scopavano. Furono sorpresi dai carabinieri, che contestarono loro l’infrazione. Loro risposero che non gli sembrava di star facendo niente di male, e che pensavano di non essere i primi né gli ultimi ad usare la propria macchina come un alcova. I carabinieri furono inflessibili e li denunciarono. Il tribunale li condannò. La corte d’appello (popolata, forse, di persone pericolosamente ragionevoli) li assolse perché il fatto non costituisce reato («scopare legittimus est» dice il codice di Giustinianeo detto «corpus iuris…»). Ieri la Cassazione ha rovesciato la sentenza della corte d’appello. Anche perché – hanno fatto notare i custodi della nostra legalità – il parcheggio era illuminato.
Tratto da Liberazione del 14/05/2008
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Non sembra vero ma lo è, è tristemente vero. In un paese in cui è consentito fare di tutto prima che qualcuno si adoperi per contestare un reato; in un paese in cui tre anni di galera sono un miraggio persino per stupratori recidivi. Nel paese delle stragi di stato senza colpevoli e mandanti politici, dove l’immoralità è un dogma, dove addirittura aver corrotto magistrati ed essere collusi con la mafia vengono considerate qualità innegabili, finanche necessarie se si aspira ad un posto in parlamento.
Nel paese di pulcinella, nel paese dei rifiuti al primo piano, nel paese dove non pagare le tasse è un vanto da sbandierare attraverso l’etere, nel paese delle mafie, della crescita zero, dei fallimenti di manager chiamati a risanare un bilancio e poi lautamente ricompensati per aver raddoppiato il disavanzo.
Nel paese delle truffe bancarie senza responsabili, nel paese di Ciarrapico, di Cragnotti, di Tanzi, di Andreotti, di Riina e Provenzano, nel paese dell’indulto perenne, fatto per salvare un ex ministro della difesa, Cesare Previti, condannato a sette anni di reclusione; nel paese delle leggi ad personam, dei colpi di spugna. In un paese in cui, due senatori della Repubblica, Dell’Utri e Cuffaro, sono stati condannati complessivamente a tredici anni di reclusione per reati di mafia. Nel paese delle leggi elettorali “truffa” e “porcellum”.
Nel paese la cui condizione esistenziale normale è l’impunità dilagante e la caduta in prescrizione la risoluzione naturale di un processo, due ragazzi sono stati ritenuti colpevoli di aver fatto sesso in macchina, manco. E’ stato riservato loro il trattamento che in Italia neanche gli assassini subiscono. Questo perché hanno offeso la buona morale cattolica italiana. Il reato contestatogli è “oltraggio al pudore”, lo stesso pudore che non è stato offeso il 2 agosto 1980, giorno della strage alla stazione di Bologna, lo stesso pudore che non viene offeso dalla presenza vigile e diffusa della mafia all’interno delle istituzioni, questo stesso senso del pudore che ha resistito ad anni di attacchi multiformi è stato infranto, distrutto da due ragazzi che facevano l’amore. I due sono stati prima condannati a un mese di reclusione , poi assolti dal tribunale di Arezzo. Successivamente la procura ha fatto ricorso, vincendolo. Dunque il caso è stato riesaminato in cassazione che ieri ha emesso il verdetto di colpevolezza. Assurdo. Inconcepibile, roba da medioevo, da inquisizione, da fascismo, roba da fanatismo religioso, roba da manicomio.
Non è possibile aggiungere nient’altro che non sia già racchiuso nell’assurdità di questa vicenda. Questo paese sembra fare di tutto e di più per essere deriso, per riconfermarsi, costantemente, come il dileggio della democrazia, come lo zimbello d’Europa.Â
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14 Maggio 2008 alle 2:02 pm |
Scì però calo col crick
16 Maggio 2008 alle 7:28 pm |
[...] i custodi della nostra legalità – il parcheggio era illuminato. Articolo del 14/05/2008 (fonte Sesso in auto. Si rischia la reclusione fino a tre anni « POLITIKRISIKO) Che dire, pure per gli stupratori più recidivi tre anni di galera sono quasi un’utopia e alla [...]
16 Maggio 2008 alle 9:04 pm |
0_0 !!!!
beh d’altronde è funzionale al sistema: i tribunali devono essere pieni di ladri di galline perchè altrimenti si rischia davvero di processare i colpevoli di reati gravi (sigh).