Travaglio Vs Schifani. Aria di secondo editto bulgaro. Postilla

 

Forse è utile tornare ancora sul caso Travaglio, condivido a pieno il pensiero di Dario Fo’, condivido a pieno il monito lanciato da Paolo Flores d’Arcais su Micromega: Siamo tutti Marco Travaglio (se siamo ancora democratici).

Effettivamente sì, siamo tutti Marco Travaglio, a prescindere dalle posizioni politiche, dalla condivisione di uno stile forse troppo europeo, o semplicemente troppo con la schiena dritta. Siamo tutti con Marco Travaglio perché non esserlo, oggi, significherebbe gettare via l’ultimo barlume di speranza, l’ultima possibilità di vedere cambiare quest’informazione vessata dalle smanie dei partiti, l’ultima possibilità di vedere riconosciuto il merito a chi si sforza, ogni giorno, per informare l’opinione pubblica in maniera corretta, utile e indipendente.

Questo modo di raccontare i fatti è una pugnalata al cuore per chi bramerebbe che l’ossequio al potere fosse l’unica regola da rispettare. Ma fortunatamente, non sappiamo per quanto tempo ancora, non è così, non per tutti. Esiste ancora chi crede nella missione del giornalista, che è quella di raccontare i fatti ed è questo che Marco Travaglio ha fatto, ha citato fatti noti, contenuti in un libro, fatti che riguardano la seconda carica dello stato. Evidentemente fatti di rilievo, non solo dal punto di vista politico e territoriale, dato che in questi giorni ha avuto modo di occuparsene anche El País.

Dunque il problema non è il contenuto delle affermazioni di Travaglio, che peraltro non è ancora stato smentito, ma il mezzo con il quale questa affermazione è stata diffusa. Se è El País ad occuparsene, o Micromega, o Travaglio e Gomez importa poco, l’importante è che non se ne parli in tv, in modo che il popolo non possa udire, in modo che la gente non possa indignarsi. Il problema non è ciò che si dice, ma quale megafono si utilizza. La “verità è sempre rivoluzionaria” diceva Gramsci, il resto è fottuta piaggerìa.  

 

No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio.         Indro Montanelli

 

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