Primo maggio di lacrime e sangue
Chi suda il salario, chi sogna la gloria, chi sogna i milioni, chi ruba e chi lotta, chi muore al lavoro.
Onore a chi si alza tutte le mattine alle sei per andare a lavorare, per andare a morire. Le nostre lacrime e la nostra indignazione sono soltanto rumori di seta per un mondo di sordi. Sono storie di barbe del giorno prima, di occhi rossi dal sonno, di conti a fine mese per vedere tuo figlio sorridere, sono storie di stenti e di lotta e ancora stenti e ancora lotta, sono storie di operai UCCISI dai loro padroni, morti bruciati in una guerra che non ha vincitori ma solo combattenti.
Onore ai 1300 morti sul lavoro che ogni anno questo paese produce nella piena indifferenza dei più.
Onore a Rosario Rondinò, Bruno Santino, Roberto Scola, Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Rocco Marzo e Giuseppe Demasi, morti ammazzati nel rogo del 6 novembre alla ThyssenKrupp di Torino.
Piange ciò che muta, anche
per farsi migliore. La luce
del futuro non cessa un solo istante
di ferirci: è qui, che brucia
in ogni nostro atto quotidiano,
angoscia anche nella fiducia
che ci dà vita, nell’impeto gobettiano
verso questi operai, che muti innalzano,
nel rione dell’altro fronte umano,
il loro rosso straccio di speranza.
Pier Paolo Pasolini











